Colophon

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© Copyright by Editrice La Scuola, 2015
Stampa Vincenzo Bona 1777 S.p.A
ISBN: 978-88-350-3621-0


Ringraziamenti

La parte che amo di più delle tesi dei miei studenti è quella dei ringraziamenti (prima o poi vorrei farne una antologia). In genere sono relegati alla fine, i ragazzi sperano quasi che il relatore non se ne accorga, ma molto spesso spiegano cosa è stato veramente fare quella ricerca, portare avanti quell'impegno, raggiungere quel traguardo.

Mutatis mutandis, la cosa non è molto differente per chi si trova a chiudere un libretto come questo. Perché dietro a ogni ricerca e a ogni percorso di riflessione ci sono storie, volti, affetti, viaggi, convegni, dibattiti, lezioni, articoli, tesi, chiacchierate, pranzi e cene, discussioni, affinità, incomprensioni, amicizie, rotture, invidie, pentimenti, ammirazioni, successi, fallimenti. Ci sono, insomma, comunità di lavoro e di vita che obbligano sempre alla relazione e al confronto – e questo è l'unico modo che io conosca per pensare.

Questo volumetto è il frutto di una decina di anni di pensiero: la lista dei debiti è quindi lunga. Ho condiviso molta parte del mio lavoro con i colleghi del Dipartimento di Scienze della comunicazione e dello spettacolo dell'Università Cattolica: potrei fare il taglia e incolla dei membri dal sito, ma non sarebbe etico, per cui ringrazio soprattutto Alice Cati, Maria Grazia Fanchi, Massimo Locatelli, Fausto Colombo, Aldo Grasso, Massimo Scaglioni, Chiara Giaccardi, Silvano Petrosino, Armando Fumagalli, Nicoletta Vittadini, Piermarco Aroldi, Adriano D'Aloia, Claudio Bernardi, Carla Bino, Matteo Tarantino; ho vari debiti con i “giovani” Giogio Avezzù, Giancarlo Grossi e Simona Arilotta.

Varie discussioni sono avvenute all'interno del gruppo degli studiosi italiani di cinema; anche qui la lista sarebbe lunga e mi limito a ricordare Guglielmo Pescatore, Giacomo Manzoli, Roberto de Gaetano, Enrico Menduni, Vito Zagarrio, Sandro Bernardi, Leonardo Quaresima, Valentina Re, Francesco Pitassio, Carmelo Marabello, Nicola Dusi, Peppino Ortoleva, Vincenzo Trione.

Lavorando fianco a fianco con alcuni eccellenti professionisti della comunicazione (spesso anche docenti della nostra università) all'interno dell'ALMED, ho avuto il privilegio di imparare da loro varie cose di prima mano: penso per esempio a Federica Olivares, Paolo dalla Sega, Dario Viganò, Luca Borsoni, Antonello Carlucci, Layla Pavone, Davide Dattoli, Lorenzo Maternini, Federico di Chio, Daniele Chieffi, Alberto Negri, Simonetta Saracino, Stefano Lucchini e tutti i docenti del Master in Media Relation.

Sono grato a docenti di altre università italiane o straniere per le occasioni di confronto e gli inviti a convegni o a partecipare a pubblicazioni: penso in particolare a Antonio Somaini, Andrea Pinotti, Mauro Carbone, André Gaudreault, Agnes Petho, Massimo Leone, Maurizio Guerri, Pietro Montani, Tiziana Migliore, Paolo Fabbri, Ninni Pennisi, Cisco Parisi e Dario Tomasello.

La riflessione su condizione postmediale e istituzione scolastica nasce da alcune sollecitazioni di amici e colleghi più esperti di me nel settore della formazione: ricordo Luciano Pazzaglia, Cosimo Laneve, Maddalena Colombo e tutto il gruppo dell' OPPI Organizzazione per la Preparazione Professionale degli Insegnanti .

Un grazie sempre particolare a Francesco Casetti, più vicino adesso di quanto lo fosse da vicino, che ha letto il manoscritto e formulato alcune osservazioni di cui ho cercato di tener conto.

One more thing. Questo libro è per te, Valeria.


Strumenti e riferimenti

In questo libro ho scelto di ridurre al minimo i riferimenti bibliografici in modo da rendere il discorso il più fluido possibile senza costringermi (e costringere il lettore!) a un sistematico confronto con la letteratura esistente sui vari argomenti che ho toccato. Tuttavia comprendo che qualcuno potrebbe sentirsi defraudato della possibilità di riprendere e approfondire determinati argomenti di proprio interesse; ho quindi pensato di fornire in questo capitolo finale alcune indicazioni bibliografiche essenziali e aggiornate.

Ma c'è di più. Questo volumetto costituisce il punto di confluenza di una serie di riflessioni che ho sviluppato negli ultimi dieci anni circa in un gran numero di convegni, lezioni, articoli. Nel rielaborare questi scritti ho dovuto eliminare molti riferimenti e approfondimenti, necessari per un pubblico accademico ma ingombranti per un pubblico più ampio. Il far riferimento a tali scritti avrà quindi una duplice finalità: dichiarare le fonti di alcune sezioni di questo volume, e rimandare a sedi in cui il lettore potrà trovare citazioni bibliografiche più ampie e complete.

1. Introduzione. 1984

L'espressione "condizione (o era) postmediale" ha una duplice origine. Da un lato essa deriva dal saggio della studiosa di arte e studi visuali R. Krauss, L'arte nell'era postmediale. Marcel Broodthaers, ad esempio (2000), Postmedia Books, Milano 2005 . La discussione della Krauss è interna al dibattito proprio della teoria dell'arte e degli studi visuali circa la specificità mediale e la sua relazione con la definizione dello statuto delle differenti arti. Lungo questa direzione hanno lavorato tra gli altri P. Weibel (ed.), Postmedia Condition, catalogo, Centro Cultural Conde Duque, Madrid 2006; D. Quaranta, Media, New Media, Postmedia, Postmedia Books, Milano 2010; M. de Rosa, Cinema e postmedia. I territori del filmico nel contemporaneo, Postmedia Books, Milano 2013; e soprattutto (per quanto riguarda le tematiche qui affrontate) F. Casetti, I media nella condizione postmediale, in R. Diodato - A. Somaini (eds.), Estetica dei media e della comunicazione, Il Mulino, Bologna 2011, pp. 327-346.

Nell'ambito della filosofia politica dei media, aveva parlato di "ère post-media" anche il filosofo francese Felix Guattari in una serie di brevi interventi prodotti a partire dalla metà degli anni Ottanta; Guattari guardava positivamente alla fine del ruolo egemonico dei mass media a favore di nuovi laboratori di pensiero e di azione sviluppati dalle minoranze sociali e politiche: cfr. in particolare F. Guattari, L'impasse post-moderne, in «La Quinzaine littéraire» , 456, Février 1986, pp. 20-21; Vers une ère post-média (1990), in «Chimères» , 28 (1996), pp. 5-6. Le intuizioni di Guattari sono state riprese e sviluppate da vari studiosi in ambito propriamente mediale: si vedano in particolare M. Fuller, Media Ecologies. Materialist Energies in Art and Technoculture, MIT Press, Cambridge (MA) 2005; C. Appritch - J. Berry Slater - A. Iles - O. Lerone Schulz (eds.), Provocative Alloys: a Post-Media Anthology, Post-Media Lab & Mute Books, Lünenburg 2013; Á. Pethö (ed.), Film in the Post Media Age, Cambridge Scholar, Newcastle upon Tyne 2012; C. Appritch, Post-Media, in Critical Keywords for the Digital Humanities, http://cdckeywords.leuphana.com/post_media

2. Nascita, ascesa e declino di un impero

La storia dei media (compreso il passaggio alle fasi più recenti) ha costituito oggetto di un numero di lavori sterminato. Mi limito a ricordare F. Colombo - R. Eugeni (eds.), Il prodotto culturale. Teorie, tecniche di analisi, case histories, Carocci, Roma 2001; A. Briggs - P. Burke, Storia sociale dei media. Da Gutenberg a Internet (2000), il Mulino, Bologna 2002; G. Boccia Artieri, I media-mondo. Forme e linguaggi dell'esperienza contemporanea, Meltemi, Roma 2004; L. Gorman - D. McLean, Media e società nel mondo moderno. Una introduzione storica (2003), il Mulino, Bologna 2005; P. Ortoleva, Il secolo dei media, il Saggiatore, Milano 2009.

Il rapporto tra i media e l'ambiente urbano viene accuratamente ricostruito da V. Trione, Effetto città. Arte, cinema, modernità, Bompiani, Milano 2014. Un'opera ambiziosa intenzionata a raccogliere in un panorama unitario tutti gli strumenti dell'industria culturale (e che si ferma in effetti alle soglie della postmedialità) è D. Sassoon, La cultura degli europei. Dal 1800 a oggi (2006), Rizzoli, Milano 2008.

Tra le opere più influenti sui media digitali, ricordo: L. Manovich, Il linguaggio dei nuovi media (2001), Olivares, Milano 2002; J.D. Bolter - R. Grusin, Remediation. Competizione e integrazione tra media vecchi e nuovi (1999), Guerini e associati, Milano 2003; H. Jenkins, Cultura convergente (2006), Apogeo, Milano 2007; L.A. Lievrouw - S. Livingstone (eds.), Capire i new media. Culture, comunicazione, innovazione tecnologica e istituzioni sociali (2006), edizione italiana a cura di G. Boccia Artieri, L. Paccagnella, F. Pasquali, Hoepli, Milano 2008; P. Montani, L'immaginazione intermediale. Perlustrare, rifigurare, testimoniare il mondo visibile, Laterza, Roma-Bari 2010.

Il dibattito sui dispositivi mediali (in particolare sul cinema) e la loro de-individuazione è in questo momento molto vivace. Mi limito a rinviare a F. Casetti, La galassia Lumière. Sette parole chiave per il cinema che viene, Bompiani, Milano 2015.

La prospettiva "ecologica" che studia i media in quanto "ambienti" è stata recentemente ricostruita con attenzione da P. Granata, Ecologia dei media. Protagonisti, scuole, concetti chiave, FrancoAngeli, Milano 2015.

Sulla gamification e i processi connessi, cito e utilizzo nel volume P. Ortoleva, Dal sesso al gioco. Un'ossessione per il XXI secolo?, Espress, Torino 2012 (la citazione da G.H. Mead è a p. 119). Un inquadramento completo del fenomeno in M. Salvador, In gioco e fuori gioco. Il ludico nella cultura e nei media tradizionali, Mimesis, Milano 2015. Per un approccio differente ma complementare si veda E. Menduni, Entertainment, il Mulino, Bologna 2013.

3. L'epos della naturalizzazione

Ho affrontato il tema dell'epos della naturalizzazione nel mio Il fascino di Pandora. Appunti su media, tecnologia e rappresentazione, in S. Biancu - A. Cascetta - S. Marassi (eds.), L'uomo e la rappresentazione. Fondazioni antropologiche della rappresentazione mediale e dal vivo, Vita e Pensiero, Milano 2012, pp. 131-139.

La questione della negoziazione dei rapporti tra la sfera naturale e quella culturale - artificiale - tecnologica è oggi al centro di numerosissimi dibattiti; mi limito a richiamare in ambito antropologico B. Latour, Non siamo mai stati moderni (1991), Eleuthèra, Milano 2009 e P. Descola, Par-delà nature et culture, Gallimard, Paris 2005; in quello estetico P. Montani, Bioestetica. Senso comune, tecnica e arte nell'età della globalizzazione, Carocci, Roma 2007; in quello semiotico Gianfranco Marrone, Addio alla natura, Einaudi, Torino 2011 .

Circa le questioni relative alle forme epiche e alla loro presenza nel mondo contemporaneo, rimando (anche per la necessaria bibliografia) al mio Il destino dell'epos. Racconto e forme epiche nell'era della narrazione transmediale, in F. Zecca (ed.), Il cinema della convergenza. Industria, racconto, pubblico, Mimesis, Milano 2012, pp. 151-164.

4. L'epos della soggettivazione

Sui Google Glass ho scritto in L'autobiografia automatica. Google Glass e condivisione dell'esperienza soggettiva, in A. Cati G. Franchin (eds.), L'impulso autoetnografico. Radicamento e riflessività nell'era intermediale, numero monografico di «Comunicazioni Sociali» , 3 (2012), pp. 417-425.

Sullo stesso oggetto (da un punto di vista differente ma del tutto complementare) vedi anche P. Montani, Tecnologie della sensibilità. Estetica e immaginazione interattiva, Raffaello Cortina, Milano 2014, in particolare pp. 65-96.

Sul first person shot rimando ai miei Prima persona. Le trasformazioni dell'inquadratura soggettiva tra cinema, media e videogioco, in E. Mandelli - V. Re (eds.), Fate il vostro gioco. Cinema e videogame nella rete: pratiche di contaminazione, Terraferma, Crocetta del Montello (TV) 2011, pp. 16-25, successivamente sviluppato in Le plan à la première personne. Technologie et subjectivité dans le paysage postcinematographique, in A. Gaidreault - M. Lefebvre (eds.), Techniques et technologies di cinéma. Modalités, usages et pratiques des dispositifs cinématographiques à travers l'histoire, Presses Universitaires de Rennes, Rennes 2015, pp. 195-208 .

Sulle concezioni neuro-fenomenologiche contemporanee e le loro applicazioni al cinema si vedano almeno S. Gallagher - D. Zahavi, La mente fenomenologica (2008), Raffaello Cortina, Milano 2009; T. Elsaesser - M. Hagener, Teoria del cinema. Un'introduzione (2007), Einaudi, Torino 2009; R. Eugeni - A. D'Aloia (eds.), Neurofilmology. Film Studies and the Challenge of Neuroscience, numero speciale spciale di «Cinéma & Cie» , 22-23 (2014) .

5. L'epos della socializzazione

Di The Sims mi sono occupato in A. Bellavita - R. Eugeni, Mondi negoziabili. Il reworking del racconto nell'era del design narrativo dinamico, in N. Dusi - L. Spaziante (eds.), Remix-Remake, pratiche di replicabilità, Meltemi, Roma 2006, pp. 157-173. Altri lavori importanti su
The Sims
Videogioco di simulazione sviluppato dalla Maxis e distribuito dalla EA Games. Fu ideato da Will Wright. La prima versione è apparsa nel febbraio 2000.
sono: M. Bittanti - M. Flanagan, The Sims. Similitudini simboli e simulacri, Unicopli, Milano 2003 e J.P. Gee - E.R. Hayes, Women and Gamig. The Sims and 21st Century Learning, Palgrave-MacMillan, Houndmills - New York 2010.

Su
Lost
Serie televisiva trasmessa negli Stati Uniti dal 2004 al 2010
esiste una bibliografia ampia, si veda almeno A. Sepinwall, «Vuoi sapere un segreto?» . La tempesta perfetta di Lost, in Id., Telerivoluzione (2012), Rizzoli, Milano 2014, pp. 207-250 .

Ho già toccato la questione dell'epos della socializzazione in alcuni articoli, in particolare Feeling Together: Cinema and Practices of Sociability in the Post Media Condition, in Á. Pethö (ed.), Film in the Post-Media Age, cit., pp. 293-308 .

Sul videogioco e i dibattiti che vi si accompagnano ho lavorato in L'immagine giocata. Il dibattito sul videogame e la questione del visuale, in Visuale, numero monografico di «Fata Morgana» , 8 (2009), pp. 159-172; Il gioco delle tracce. Inscrizione e trascrizione dell'esperienza nei media contemporanei, in F. Casetti (ed.), Lasciare tracce, essere tracciati, numero monografico di «Comunicazioni Sociali» , 1 (2010), pp. 106-115; R. Eugeni - M. Locatelli, Gaming. Profilo di un'esperienza mediale tra ludologia e filmologia, in P. Coppock - F. Giordano - M. Rosi (eds.), Filming the Game / Playing the Film. L'immagine video ludica: narrazione e crossmedialità, in «Bianco e Nero» , 564 (2010), pp. 7- 83 .

Si veda anche, per orientarsi nella bibliografia in materia, M. Salvador, Il videogioco, La Scuola, Brescia 2013 .

Circa i social media segnalo solo (per la bibliografia aggiornata e per una sintonia di posizioni che emergerà ancora meglio nelle conclusioni) F. Colombo, Il potere socievole. Storia e critica dei social media, Bruno Mondadori, Milano 2013 .

Sulla questione della scuola e delle sue funzioni nella condizione postmediale rimando ai miei due lavori: La sfida educativa nella condizione postmediale in Aa.Vv. , Educare nell'era digitale, LII Convegno di Scholé, La Scuola, Brescia 2014, pp. 43-57; Scrivere e apprendere nella condizione postmediale, in C. Laneve (ed.), La scrittura nell'era digitale, numero monografico di «Quaderni di didattica della scrittura» , 21-22 (2014), pp. 55-67 .

Tra i testi rilevanti in questo settore segnalo A. Fabris, Etica delle nuove tecnologie, La Scuola, Brescia 2012; G. Reale, Salvare la scuola nell'era digitale, La Scuola, Brescia 2013; P.C. Rivoltella, Le virtù del digitale. Per un'etica dei media, Morcelliana, Brescia 2015 .

6. Conclusioni. La condizione amoderna

Ho iniziato ad abbozzare una riflessione sulla a-modernità in Stanley Kubrick, nuova edizione aggiornata, Mursia, Milano 2014 , e in Per una biopolitica a-moderna. Il pensiero del potere in Stanley Kubrick – e oltre, in A. Falzone - S. Nucera - F. Parisi (eds.), Le ragioni della natura. La sfida naturalistica delle scienze della vita, Corisco, Roma-Messina 2014, pp. 299-308 .

Tra le varie letture critiche del presente segnalo in particolare F. Colombo, Il potere socievole, cit.; M. Magatti - C. Giaccardi, Generativi di tutto il mondo, unitevi! Manifesto per la società dei liberi, Feltrinelli, Milano 2014; S. Petrosino, Il magnifico segno. Comunicazione, esperienza, narrazione, San Paolo, Milano 2015 .


Retro

Ruggero Eugeni è professore ordinario di Semiotica dei media presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore (Milano), dove dirige l' ALMED, Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo Tra i suoi lavori più recenti: Invito al cinema di Stanley Kubrick (Mursia, 2014); Semiotica dei media. Le forme dell'esperienza (Carocci, 2010) .

Visita il sito web di Ruggero Eugeni.



Dopo l'età postmoderna siamo entrati nell'età postmediale? La domanda presuppone che i media siano morti: ed è esattamente ciò che questo saggio sostiene. I dispositivi otto e novecenteschi che siamo ancora soliti chiamare "media" si sono in realtà dissolti negli apparati di commercio, controllo, combattimento, gioco, viaggio e relazione propri della società contemporanea.

La vita nella condizione postmediale implica una paziente ricostruzione del senso delle nostre pratiche quotidiane, attraverso tre grandi narrazioni epiche: la naturalizzazione della tecnologia, la soggettivazione dell'esperienza e la socializzazione del legame relazionale. Seguirne le tracce consente all'autore di tracciare un quadro problematico e articolato, in cui ritorna la domanda: quali spazi restano (o si aprono) per una progettazione dell'umano?

ISBN: 978-88-350-3621-0


Versione digitale

Realizzazione e obiettivi del progetto

© Copyright Diletta Goglia - matr: 530924

La creazione e lo sviluppo del progetto, sia per il codice (XML) che per la grafica (fogli di stile XSL-T e CSS), sono interamente ideati e realizzati da Diletta Goglia.
Questo progetto è stato realizzato per l'esame di "Codifica di Testi", A.A. 2017/18, Corso di laurea triennale in Informatica Umanistica - Università di Pisa.
L'obiettivo è quello di fornire una versione digitale del libro La condizione postmediale. Media, linguaggi, narrazioni di Ruggero Eugeni.
L'intero progetto è conforme agli standard TEI P5 e W3C.


La codifica

La codifica XML segue lo standard TEI P5, utilizzando moduli ed elementi indicati nelle Guidelines. Lo schema di codifica personalizzato è stato creato con TEI Roma, aggiungendo i moduli di interesse e modificando alcuni elementi già definiti.

Si specifica che, essendo un progetto d'esame, il testo non è stato codificato interamente ma solo 2-3 paragrafi per ogni capitolo.

Solo le parti che fanno riferimento all'intero libro (es. "Strumenti e riferimenti", "Ringraziamenti", ecc...) sono state codificate per intero.

Il progetto comprende 9 documenti XML (due per la pagina iniziale/frontespizio, uno per le parti che fanno riferimento all'intera opera e infine uno per ciascun argomento trattato), collegati tra loro e disposti nell'ordine corretto tramite XInclude. Comprende inoltre 4 fogli si stile XSL e 3 fogli di stile CSS.

Si fa presente che, a livello di codifica, l'uso combinato di elementi <persName> ed elementi <name> con attributo @type='person' (e simili) NON è da interpretare come un'incongruenza ma è finalizzato alla resa grafica di alcune parti specifiche. Analogamente per quanto riguarda gli attributi @ref che a volte contengono il simbolo convenzionale # e a volte no.

In particolare, sono stati codificati:

  • Named entities: con il modulo namesdates sono stati codificati i nomi propri di persona, luogo, organizzazioni ed eventi. In particolare, l'elemento <nym> è stato usato per codificare tutti i nomi propri relativi all'ambito mediatico, per esempio nomi di film, spot pubblicitari, videogiochi, applicazioni, ecc...
    Sono state create poi delle liste (nel <sourceDesc>) per raggruppare questi elementi e per potervi aggiungere dei metadati, in modo da arricchire la codifica e creare dei collegamenti utili alla comprensione e alla navigazione del testo. L'utente può visualizzarli facilmente passando con il mouse sulle parti enfatizzate in blu.

  • Citazioni di opere esterne, tra cui libri e film, con opportuni riferimenti bibliografici.

  • Note

  • Numeri e date

  • Elementi strutturali, come suddivisione del testo e interruzioni di pagina (invisibili nel documento HTML finale), ecc...

  • Enfasi, termini particolari e parole/espressioni in lingua diversa.

  • Frontespizio

  • Correzione di un refuso trovato nel testo, descritta in maniera dettagliata nel <editorialDecl> e di cui si specifica la responsabilità nel <respStmt>.

Rispetto alla versione originale cartacea:
  • Sono stati mantenuti, sebbene resi graficamente in modo diverso, il frontespizio e il retro del libro.

  • Sono stati mantenuti i numeri originali delle note, anche in funzione di un futuro completamento del progetto, codificando le parti mancanti.

  • Le note non sono a piè di pagina come nella versione originale ma vengono visualizzate con il meccanismo di mouse over.

  • Mantenuta la resa grafica in successione dei riferimenti bibliografici.

  • Sono stati aggiunti collegamenti interni ed esterni in modo che ogni parte di testo sia raggiungibile da ogni punto ed eventualmente correlata a pagine web esterne, coerenti con quanto detto nel testo, per facilitare la navigazione e arricchirne i contenuti.

Personalizzazioni sullo schema di codifica realizzato con TEI Roma:
  • Aggiunto l'attributo @ref all'elemento <div> del modulo textstructure per collegare una porzione di testo alla parte cui fa riferimento.

  • Incluso il modulo namesdates



CONTATTI:
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